Carlo Vive
Inserito da Anonimo il MAr, 22/07/2008 - 21:02Genova per noi, il sussulto forte del 2001 e le sperimentazioni repressive dello stato, la morte di Carlo, e poi il lento sfarinamento del media-movimento che non ha trovato la chiave della propria innervatura sociale, trasformandosi in contenitore di opinioni e lamentazioni su presunte sospensioni della democrazia” o in sponda di piazza per esercitazioni istituzionali e “commissioni d’inchiesta”.
Ora che tutto si e’ compiuto un movimento stordito, orfano e disertato dagli zombie della defunta sinistra di stato come dei catto-movimentisti, non riesce a muovere piu’ nulla, se non la rinseccolita rappresentazione di se stesso.
Non poteva che finire cosi’, per chi, mosso dall’utopistico “desiderio” di un altro mondo possibile si e’ fatto prima attraversare e poi fagocitare da politicanti e carrieristi di ogni tipo e colore.
I movimenti sociali, tutti, nascono, vivono e muoiono anche per loro intima consunzione.
Il guaio e’ quando non sedimentano nulla, come in troppi sciacalli vorrebbero.
Si è convinti che l’unico modo di ricordare degnamente giovani compagni assassinati, che l’unico modo di attualizzare i movimenti del passato, sia quello di non dimenticarne le idealita’ di fondo che li hanno mossi, portati in piazza, a scontrarsi con un mondo nemico.
Appuntamenti:
- Lunedì 21 Busto Arsizio
- Vederdì 25 luglio Brescia
Approfondimenti :
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Chiudere Corelli
Inserito da Anonimo il Mer, 09/07/2008 - 22:09La storia di come Milano sia potuta cadere così in basso non inizia di certo il 5 luglio ma questa data rappresenta un buon punto di partenza per capire quanto l' arroganza e l' avidità di pochi stia costando cara a molti.
Il 5 luglio 2008 i reclusi nel CPT di via Corelli entrano in sciopero della fame poichè questa è l' unica arma che gli resta per rivendicare tutta la dignità che gli è stata rubata. La goccia che fa traboccare il vaso è il mancato rimpatrio di un sudanese affetto da aids e diabetico.
Può sembrare assurdo che tutto questo nasca dalla volontà negata di tornare a casa, ma forse questo rende bene l' idea di quanto poco ospitali siano quei posti che ci ostiniamo a chiamare "centri di accoglienza".
L' assistenza sanitaria è insufficente o meglio le medicine probabilmente entrano nel cpt solo per sedare i detenuti come già notato nel cpt di Torino, il cibo è scarso e di qualità infame nonostante la croce rossa e le cooperative di gestione siano state annaffiate di soldi.
Le proteste all'interno vengono abitualmente soffocate a manganellate dalla celere, ma questo non basta nei cpt è anche possibile morire come bestie per le negligenze dell'amministrazione sanitaria, nessun problema, solerti deportazioni copriranno tutte le responsabilità del caso.
Ma il vero regno dell'assurdo sono le modalità di ingresso. Nei cpt ci sono persone, costrette a lavorare in nero, prelevate direttamente dal posto di lavoro. Persone in possesso di documenti regolari e rinchiuse perché ancora in attesa di un rinnovo. Persone rastrellate dai mezzi pubblici, braccate all'uscita del supermercato, colpevoli di un non-reato, colpevoli di essere sfruttate prima economicamente tramite il lavoro nero ed il caporalato poi politicamente in maniera che ovunque ci si possa democraticamente terrorizzare con la favola dell'uomo nero.
Ma tutto questo non basta ancora a spiegare lo schifo e la miseria, non bastano le orride cronache dei lager nostrani questo perché Corelli non è solo un luogo, Corelli è una condizione permanente come quelle che accomunava Said e Ion Cazacu, uccisi perchè la loro vita non valeva nemmeno un salario in regola o come quella di Adam Ioan massacrato di botte e poi carbonizzato dai propri datori di lavoro per ordire una truffa all'assicurazione.
Corelli è il flusso di quattrini che fà entrare nelle casse delle associazioni “umanitarie” prima fra tutte la Croce rossa, implicata direttamente nella gestione di buona parte dei CPT.
Ma non è ancora tutta perchè la faccia più infame di Corelli non sta a Milano, non sta nemmeno in Italia ma si nasconde in Libia da Gheddafi che da anni, grazie ai finanziamenti italiani gonfia carceri improvvisate nel deserto libico.
Aggiornamenti:
- 11-07-08 transgender picchiato in Corelli
Approfondimenti:
- Fuga da Tripoli
- mappa dei lager di Gheddafi
- capitolo del rapporto hrw sulle complicità di EU ed Italia nelle violazioni libiche
- rapporti attività Frontex
- Diario Corelli 2008
Ambulatorio Medico Popolare sotto sfratto
Inserito da Anonimo il MAr, 08/07/2008 - 20:17Qualcuno crede che siamo alla fine di un percorso partito tredici anni fa,una follia in un mondo dove tutto si misura col denaro: un ambulatorio gratuito per il diritto alla salute.
Si trova nei locali, per quasi due decenni lasciati in totale abbandono, al piano terra della storica casa occupata in via dei Transiti 28, Milano.
3600 persone visitate, 30 visite gratuite ogni settimana, migliaia di ore spese da decine di volontari e volontarie. Il tutto con la spesa di poche centinaia di euro l'anno, autofinanziate e in totale indipendenza da partiti ed istituzioni.
L'Amp in questi anni ha inciso nell'abitare questa città fornendo visite mediche di base in sede e favorendo l' accesso a visite mediche specialistiche presso associazioni, consultori e ambulatori con i quali costituisce, nell'area urbana milanese, una rete che garantisce prestazioni mediche a chi non può accedere al Sistema Sanitario Nazionale.
Inoltre, l'Amp aiuta i migranti senza permesso di soggiorno a esercitare il diritto di accesso alle prestazioni ospedaliere per urgenze o malattie gravi, come previsto dalla normativa vigente del Ministero della Sanità.
Questo è l'Ambulatorio Medico Popolare. Questo è quanto non capirà mai il sig. Ciro Bigoni che ha comprato i locali per poche lire nel 2003, solo per fare un buon affare a scapito di una battaglia che rivendica un diritto fondamentale, il diritto alla salute.
Aveva già provato a far causa con l'assurda accusa di esercizio abusivo della professione medica ed aveva ovviamente perso. Ora però chiede lo sfratto ed i danni, ed il tribunale gli dà ragione: deve poterci mettere il suo negozietto, obbligando chi gestisce l'ambulatorio a dover andare via entro il 15 luglio 2008 pagandogli oltre 13.000 euro di danni.
Quasi 1000 euro per ogni anno passato a togliere le castagne dal fuoco ad uno stato imbelle ed ipocrita al punto da non applicare nemmeno le sue stesse leggi, in una regione dove non sono garantiti neppure i diritti fondamentali.
Perché mai la legge del profitto dovrebbe essere l unica a prevalere.
Appuntamenti:
- 24 Giugno presidio antisfratto
- 5 Luglio AMP tour @ Transiti
- 11 Luglio AMP tour @ Olinda
- 12 Luglio AMP tour @ Transiti
- 13 Luglio AMP tour @ Olinda
- 15 Luglio presidio antisfratto
Approfondimenti:
- Il sito
- Vecchia feature Amp sotto attacco
- Per contatti e solidarietà: ambulatorio.popolare at inventati.org
- Video sul lavoro dell' Ambulatorio Popolare
Occupiamo Monza
Inserito da Anonimo il Sab, 28/06/2008 - 16:33Ultima lunga notte in Boccaccio, queste sono le ultime 72 ore che passeremo tra le mura dell'ex tintoria di via Boccaccio 6.
Al termine delle iniziative culturali di Venderdi 27 e Sabato 28 giugno il FOA Boccaccio di Monza sarà costretto a «levare le tende». Non solo la proprietà, ma soprattutto la vergognosa giunta locale leghista sono gli artefici dello sgombero. E, come potete immaginare, le porte sono chiuse a qualsiasi tipo di dialogo.
Antifascismo, lotta alla precarietà, appoggio ai migranti e diritto alla casa sono solo alcune delle rivendicazioni che sono nate e cresciute con forti radici nel terreno coltivato: saranno queste le lotte che continueranno ad accendere la città, senza ci si perda d'animo.
L'appuntamento è domenica 29 giugno 2008, alla FOA Boccaccio, per un'assemblea straordinaria aperta in cui si discuterà delle nuove e concrete strategie di lotta, e ci si confronterà con gli spazi e i collettivi che, come il boccaccio, stanno vivendo tempi duri.
Appuntamenti:
- Martedì 8 luglio Assemblea rispondiamo allo sgombero
- Mercoledì 2 luglio Assemblea per lo sgombero e per il rilancio degli spazi sociali
- Sabato 12 Luglio TAZ
Approndimenti:
- Sito FOA Boccaccio
Sempre sulla nostra pelle
Inserito da Anonimo il MAr, 24/06/2008 - 11:49Ci sono cose che, da sole, dovrebbero avere il potere di farci capire quanto, sotto la religione del libero mercato si agiti sempre la stessa sporca smania di far soldi, non importa il modo.
Uno scandalo come quello dell’ istituto Santa Rita o del San Raffaele è potenzialmente devastante per chi ha trovato il modo di far soldi sulle disgrazie altrui e allora organi rimossi, anziani condannati a morte, diventano "un caso circoscritto" responsabilità di poche mele marce" nella speranza che, tagliando un paio di teste si possa salvare il sistema.
Perché il sistema in Lombardia, quando si tratta di fare soldi, funziona benissimo. Il volume di spesa della Regione sotto la voce Sanità si aggirava, nel 2005, attorno ai 14 miliardi di euro seguendo un trend di crescita stabile. A fronte di questo si potrebbe pensare che a grossi investimenti corrisponda una maggior tutela del diritto alla salute ed invece nonostante la spesa elefantiaca la quota di spesa privata dei cittadini lombardi per spese sanitarie è aumentata del 12,5% nell'intervallo dal 1999 al 2003, in poche parole paghiamo due volte lo stesso servizio oltre ovviamente a pagare il ticket.
La chiave del sistema sanitario lombardo e delle numerose truffe" ai danni dello stato è il cosiddetto DRG, il tariffario degli interventi dove si stabiliscono i rimborsi, un trapianto di cuore frutta 38.666 euro, un angioplastica coronarica 6.338, l'ospedale (pubblico o privato) esegue e le asl pagano, il tutto dovrebbe essere correlato da controlli e sanzioni interne che, alla prova dei fatti, visti gli avvisi di garanzia a pioggia, quando esistono sono insufficienti.
Quello che sfugge dalla rappresentazione mediatica è la dimensione sistemica del malcostume sanitario lombardo, lo scandalo Santa Rita è stato affrontato facendo largo uso di una retorica dell'eccezionalità che semplicemente non rappresenta la situazione reale del business costituito dalle truffe ai danni del sistema sanitario regionale.
La pratica di eseguire interventi non necessari per beneficiare del rimborso drg è largamente diffusa in tutti i principali ospedali lombardi: San Raffaele, Humanitas, Santa Rita, Niguarda, generano un flusso di capitale illecito di tutto rispetto, che si pensa bene di non disturbare.
Il sistema sanitario lombardo da anni recepisce in pieno i "suggerimenti" della "compagnia delle opere" che, oltre ad essere un importante holding confessional-finanziario, riveste il ruolo di catena di trasmissione fra la volontà degli imprenditori e la disponibilità ad eseguire del sistema politico-amministrativo, indipendentemente dal colore politico delle giunte.
In questo senso le ingerenze clericali nella sanità non possono essere interpretate esclusivamente come questioni dottrinali o esclusivamente come questioni economiche, ma più realisticamente come un’ unione delle due cose, la dottrina crea le condizioni necessarie ad un controllo da parte della compagnia delle opere delle strutture sanitarie ed il controllo produce una clericalizzazione della pratica medica che porta ad avere il 70% dei medici obiettori "di coscienza".
Dove ancora non arriva ancora la longa manus della "santa finanza" ci pensa la politica, la trasformazione degli ospedali pubblici in fondazioni fa gola a molti e allora come nel caso di Niguarda scatta la lottizzazione dei dirigenti, per assicurarsi che ognuno dei propri finanziatori possa beneficiare della gallina dalle uova d’oro.
Ma c’è anche altro, il volume di affari e l’assenza di controlli hanno attirato l’attenzione delle cosche in cerca di un metodo rapido per reinvestire i propri proventi.
Approfondimenti:
- Sanitopoli il lato oscuro della sanità lombarda
- Libro bianco sulla fine del ruolo trainante della lombardia






